ISTITUZIONI: RISPETTO E DIALOGO

Roma 2024, European Athletics Championships | 07/12.06.2024 | Rome (ITA), Stadio Olimpico | Photo: Francesca Grana/FIDAL

L’immagine del Presidente Mattarella che plaude gli azzurri ai Campionati Europei di Roma ha emozionato e gratificato l’intera Atletica Italiana.

Lo sport è socialità, i dirigenti ed i tecnici sono formatori educativi dei nostri giovani atleti, alcuni di loro forse diventeranno campioni, ma l’obiettivo primario è che divengano esemplari cittadini coltivando i valori quali rispetto, spirito di sacrificio, tenacia e resilienza insiti nella pratica sportiva. Siamo chiamati tutti ad essere responsabili e consapevoli di quanto sopra.

Per raggiungere gli obiettivi sportivi e sociali dobbiamo a fare squadra, abbandonando i personalismi e per quanto ci riguarda indossando un’unica maglia: quella dell’atletica italiana.

Le Istituzioni hanno un ruolo fondamentale, ben venga il progetto di riproporre con forza i Giochi della Gioventù o il sostegno ai grandi eventi internazionali, ma serve anche un piano strategico ed ambizioso per il rilancio dell’impiantistica sportiva. Nel lontano 1950 un illuminato dirigente sportivo Bruno Zauli oltre a promuovere l’inserimento dello sport nella scuola con la creazione dei gruppi sportivi scolastici lanciò il progetto che portò alla costruzione di 64 campi sportivi, ne era previsto uno in ogni provincia. “L’atletica senza scuola non ha futuro” affermava e questo messaggio è ancora oggi più attuale che mai.

Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale che il mondo dello sport a tutti i livelli: Federazione, organi territoriali e Società dialoghi con le Istituzioni sia nazionali che regionali e comunali. Il tutto sempre nel rispetto dei ruoli.

A cascata arriverà anche il sostegno per le grandi manifestazioni internazionali che rappresentano con i loro campioni da un lato un volano di promozione dell’attività sportiva fra i giovani, dall’altro un importante viatico per il turismo nel Paese.

Alcune affermazioni di dirigenti sportivi dopo la rinuncia alla candidatura dei mondiali di atletica sono apparse inadeguate ed ingiuste contro le istituzioni che correttamente volevano avere certezze su come investire denaro pubblico.

I 134.000 biglietti venduti ai recenti Campionati Europei in 11 sessioni di gara, confrontato con quanto avvenuto nelle recenti edizioni della stessa manifestazione in altre nazioni appare come un chiaro insuccesso. Le cause sono da ricercarsi in una promozione tardiva ed insufficiente e probabilmente in una “creativa” politica del costo dei biglietti che si riduceva con l’approssimarsi dell’evento beffeggiando chi aveva acquistato con ampio anticipo. Rimarrà, da un lato probabilmente (ci auguriamo di no) un buco di bilancio che poteva essere evitato, ma soprattutto il sentiment di una grande occasione sprecata per sostenere con più entusiasmo i bravissimi atleti azzurri.

Un grazie va comunque ai dipendenti FIDAL, ai tanti volontari ed a Sport e Salute che si sono prodigati nell’organizzazione.

Foto.Grana/Fidal

Franco Angelotti

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